UN FESTIVAL PER VERONA

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La XIX edizione del San Giò Verona Video Festival si svolgerà nella città scaligera dal 23 al 27 di questo luglio 2013.
Divisa in due sezioni, una dedicata al corto e una al medio-lungo, la manifestazione è promossa dal Cineclub Verona, storica società di cultura, nata nel 1935, con la collaborazione dell’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Verona, e patrocinata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Verona, dallo stesso Comune di Verona, con la presenza di AGSM e Acque Veronesi.
Il San Giò Verona Video Festival é una manifestazione internazionale, che, anche quest’anno, raccoglie opere dai cinque Continenti. Si tratta di film girati in digitale, scelti per il loro valore artistico, civile, storico e spettacolare.
La sezione corto si svilupperà in cinque serate nello storico Cortile del Tribunale, adiacente a Piazza dei Signori, nel pieno centro antico di Verona.
Ogni serata ha inizio alle ore 21 e l’ingresso é libero e gratuito, come tutte le iniziative del Cineclub Verona.
La sezione medio-lungo sarà ospitata dal CTG nella sala della restaurata Chiesa di Santa Maria in Chiavica, a pochi passi dalle Arche Scaligere.
L’internazionalità del Festival si sposa con la sua piena veronesità, é diventato uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veronese da un pubblico stanco delle solite repliche estive che popolano la città e la televisione, voglioso di incontrare novità, film difficili o impossibili da vedere altrimenti.
Tante le prime italiane in programma, diverse le prime internazionali e non mancano le prime mondiali. Tra i film più attesi “Dans un jardin je suis entré” di Avi Mograbi, una coproduzione tra Israele, Francia, Svizzera che è nelle sale parigine solo dall’11 luglio, un film esplosivo sul Libano di oggi, una lettura-memoria di grande forza su una delle regioni più importanti del nostro momento storico;  non da meno “Deserteur!” (Glorious Deserter) di Gabriele Neudecker. La regista austriaca con coraggio riapre una pagina dolorosa per l’Europa tutta, il ritorno a casa, dopo la fine della II guerra mondiale, dei soldati che avevano disertato, il loro incontro con il popolo sconfitto, che li ritiene colpevoli del fallimento dei propri sogni di gloria.
Sempre nella sezione medio-lunghi si vedranno: “Dr. Ketel” di Linus de Paoli con un cast guidato da Amanda Plummer al centro di un’intrigo sanitari internazionale, e un film più intimo come “Silent Youth” di Diemo Kemmesies, che, memore della lezione di Gus Van Sant, racconta lo sbocciare di un amore nuovo.
Legata a un lungometraggio sarà il 26 notte a Santa Maria in Chiavica, la prima notte horror del Festival, il film é “Thanatomorphose” del giovane, ma già cult, autore canadese Éric Falardeau, film già premiato come miglior horr degli ultimi anni da riviste specializzate. La serata del 26 sarà aperta da un film
” Il documentario – Il lato nascosto dei Los Massadores” che il regista Dimitri Feltrin ha dedicato allo strambo gruppo veneto che ha in messo in prosecco il rock demenziale, conquistando l’est della Regione, a questo seguiranno una serie di corti horror spagnoli per arrivare al film di Falardeau.
Sempre dall’est Veneto arriva “Nel mio giardino” di Cristian Cesaro, che racconta lo scempio attuato sul nostro territorio, mentre Antonio Spanò  nel suo: “The Silent Caos” mostra la terribile realtà vissuta dai sordomuti nella guerra civile congolese.
La sezione corti sarà aperta, in collaborazione con la Fondazione Cini di Venezia, con “Carceri d’invenzione di G. Battista Piranesi” di Gregoire Dupond, un film che celebra il grande e visionario artista, la stessa sera si vedranno tra gli altri: “Requiem 2019″ per la regia Rutger Hauer di Sil van der Woerd, con il noto attore protagonista di un’amara favola sulla sparizione delle balene, e “African Race” di Julien Paolini, un corto che racconta il sogno di un bambino del Burkina-Faso, non raggiungere l’Europa, ma correre e vincere in moto.
Non è che l’inizio di un lungo cammino che si chiude il 27 sera con la proiezione di “Fino a quando …” di Vittorio Curzel, un film sul non senso delle guerre.

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